SARA BARESI (Direttrice Generale OIDUR): ‘Noi non Assistiamo in Silenzio, Agiamo nel Rispetto di Ogni Persona Vulnerabile’

Nella Giornata Mondiale del Rifugiato, ricordo il tragico fatto ad Agrigento avvenuto nel 2020, in cui emerge una iniziativa a tutela dei diritti umani fondamentali.

Un giorno ricevo un video terribile dalla mia amica e collega Giorgia Butera che mostra un atto inadeguato promosso da un rappresentante delle Forze dell’Ordine nei confronti di giovani di origine tunisina, uno minorenne.

Inorridisco di fronte a tale modalità definita “correttiva” ma che di educativo non ha niente, ma non faccio in tempo a dirle di agire che, come immaginavo, lei era già decisa a denunciare senza esitazione ed io le ho dato il mio coraggio.

Non sarebbe stata Giorgi.

Dalla sua denuncia parte l’indagine e la presa in carico della situazione.

La notizia si è diffusa e Giorgia conferma quanto accaduto e lo spiega.

Grande rispetto per le Forze dell’Ordine che quotidianamente lavorano in contesti difficili con tanta professionalità e soprattutto si ritrovano a gestire situazioni complesse anche in contesti come centri di accoglienza.

La mia esperienza lavorativa mi ha permesso di incontrare ottime figure preparate, pazienti, ultimamente spesso giovani e molto attente e soprattutto che donano un vero senso dell’istituzione senza cadere in atteggiamenti esibitori o eccessivi, ma di alta professionalità. Episodi di tale genere però vanno denunciati perché chi assiste con omertà senza agire è complice.

Noi non assistiamo in silenzio, agiamo!

Ribadisco con assoluta convinzione che non si tratta di posizioni politiche, di cui rinneghiamo le strumentalizzazioni da sempre, ma di doverosa tutela dei diritti dell’individuo.

Un attivista dei diritti umani è, e deve essere, un dialogatore con ogni parte politica al fine di sensibilizzare sul tema della protezione dei diritti umani nonché della promozione.

Siano giovani tunisini, italiani o di altra nazionalità poco ci importa.

Con un minore coinvolto è ancor più un atto dovuto per coerenza con l’impegno che portiamo avanti ormai da anni di cui esistono convenzioni internazionali.