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OIDUR: «Due Organizzazioni Italiane per i Diritti delle Donne Prendono di Mira le Pratiche del Polisario e le Violazioni dei Diritti Umani nei Campi di Tindouf»

Lunedì due ONG italiane hanno denunciato, davanti al Consiglio per i diritti umani, i matrimoni forzati di giovani donne e la persistente negazione dei diritti fondamentali delle…

GGiorgia Butera1 minuto di lettura
OIDUR: «Due Organizzazioni Italiane per i Diritti delle Donne Prendono di Mira le Pratiche del Polisario e le Violazioni dei Diritti Umani nei Campi di Tindouf»

Lunedì due ONG italiane hanno denunciato, davanti al Consiglio per i diritti umani, i matrimoni forzati di giovani donne e la persistente negazione dei diritti fondamentali delle popolazioni detenute contro la loro volontà nei campi di Tindouf, nell’Algeria sudoccidentale.

«In questa zona desertica dove le persone vivono in totale blackout, i casi di matrimoni precoci sotto costrizione sono comuni e le vittime sono spesso condannate al silenzio», ha affermato la presidente dell’associazione METE Onlus, Giorgia Butera.

Ha inoltre avvertito l’organismo delle Nazioni Unite con sede a Ginevra di «una situazione ancora più tragica in cui la comunità internazionale non può né intervenire né essere informata sulla portata del problema a causa della grave carenza di dati».

Durante lo stesso incontro, la direttrice dell’OIDUR per la tutela dei diritti umani, Sara Baresi, ha affermato che l’assenza di un censimento della popolazione nei campi di Tindouf rimane fonte di preoccupazione per la comunità internazionale.

«A Tindouf continuiamo a ricevere segnalazioni sull’esistenza di un sistema di indottrinamento», ha detto Baresi.

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